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L'invisibile diventa immagine. Il non detto, il non dicibile, i pensieri, le emozioni, le sensazioni, i vissuti diventano visioni tangibili da esplorare attraverso il processo artistico creativo.



Cos'è l'arte terapia


Il termine "arte terapia" contiene le parole "arte" e "terapia", quindi una terapia per mezzo dell'arte, o meglio un fare arte finalizzato ad un benessere psicofisico.
In questo caso per "arte" si intende nello specifico l'arte pittorica, scultorea e il disegno; altrimenti si usano termini quali: danza/movimento terapia, musico terapia ecc.. a seconda del mezzo artistico d'espressione prevalentemente utilizzato.
L’arte-terapia si può rivolgere a soggetti portatori di varie forme di disagio, dai pazienti psichiatrici, ai portatori di handicap, ai tossicodipendenti, agli anziani, ai bambini con disabilità psichiche e/o fisiche, ai bambini che hanno subito trauma, ai bambini con disturbi di comportamento….
Viene anche impiegata in contesti cosiddetti "normali" dove viene rivalutata sempre più la sua potenzialità preventiva e propositiva di percorsi nuovi di ascolto, dialogo e crescita personali.


Fig.1
L. racconta: “ il mostro che ha fatto pittura, la mamma che lo sgrida perché si è sporcato…”

Le finalità dell'arte-terapia

La finalità fondamentale dell'arte-terapia è di promuovere la libertà espressiva (non puramente fine a se stessa!) volta a rafforzare l'io e le sue difese.
Tende infatti a incentivare le capacità di auto-osservazione1 e a promuovere il processo evolutivo che avviene nello sviluppo “normale” dell'individuo.
Le creazioni artistiche sostengono lo sviluppo di capacità e abilità come il controllo motorio, la percezione sensoriale, la memoria, l'esame di realtà, il dominio delle pulsioni, il pensiero, l'organizzazione, la concentrazione, la tolleranza alla frustrazione, l'attitudine alla presa di decisioni e la creatività nella risoluzione di problemi di varia natura.
L'esperienza creativa consente l'allentamento di difese rigide, promuove l'integrazione offrendo l'opportunità di ripristinare la totalità dell'individuo.
Esprimere graficamente una paura o un conflitto in un insieme di elementi in connessione facilita la capacità di affrontarla e/o gestirla poichè rende visibile il pensiero.
Il soggetto può trovare un sostegno all'io, un incoraggiamento all'autostima e al suo senso d'identità sia tramite la relazione di fiducia sia il processo stesso di creazione artistica.

Modalità

Le sessioni di arte terapia sono in genere regolate da quello che viene definito il setting. L'arte-terapia richiede infatti dei tempi, degli spazi e un'organizzazione specifica.
Si lavora individualmente o con gruppi di piccole dimensioni (3/4), a seconda del contesto degli individui, dei disturbi o problemi che presentano. Gli incontri durano circa 1 ora/1 ora e mezzo, di cui 3/4 del tempo viene dedicato alla pratica artistica e il rimanente alla cosiddetta "verbalizzazione".
Poche regole ben precise (l'utilizzo del camicione da lavoro, il lavorare esclusivamente sul proprio foglio…) fungono da limiti contenitivi indispensabili per una libertà espressiva creativa ma non caotica.
1 Il concetto di auto-osservazione è molto importante perché é tramite l'auto-osservazione che il bambino inizia a percepirsi differenziato dalla madre e questa é una tappa fondamentale dello sviluppo.
Il raggiungimento della differenziazione dalla madre permette al bambino di raggiungere una distanza oggettuale ottimale. Questa "giusta" distanza assicura al bambino uno spazio sicuro, una base in cui e da può muoversi, allontanarsi per esplorare, conoscere e crescere.

I materiali artistici

Per incentivare e sostenere le risorse creative individuali vengono messi a disposizione tutti i materiali che favoriscono la libera espressione senza però introdurre eccessive difficoltà tecniche (pastelli ad olio, pastelli a cera, tempere, gessetti, matite, carboncini, acquarelli, pennarelli, creta, plastilina…).
Ciò che conta è però che ogni materiale venga utilizzato liberamente e che promuova la consapevolezza delle risorse del soggetto stimolando l'espressione creativa personale.

Chi è l'arte terapeuta

L'arte-terapeuta è un professionista qualificato, con competenze specifiche in ambito sia artistico sia psicologico.
Offre un sostegno tecnico (nel caso in cui le vengano richiesti consigli o aiuti specifici) e/o un sostegno psicologico, tramite un rapporto di fiducia e di contenimento.
E' suo compito sostenere e stimolare i soggetti in considerazione però del loro specifico sviluppo emotivo, cognitivo e fisico e del loro percorso personale.
Il lavoro artistico rappresenta il mondo personale dell’autore e in quanto tale va assolutamente rispettato. Nell'eventualità di attacchi fisici distruttivi o invasivi o di giudizi negativi o critiche anche solo verbali l’arte terapeuta interviene attivamente e aiuta a indirizzare l'energia verso risultati creativi piuttosto di distruttivi.
Alla sensibilità empatica si unisce perciò una conoscenza esperenziale e teorica non superficiale.
Con un approccio quindi empatico e delicato stimola direttamente e indirettamente, ma quasi mai direttivamente, il dialogo, la capacità di osservare, di auto-osservarsi, di differenziarsi del soggetto, per rendere così possibile l'auto-consapevolezza e quindi la crescita.

Bambini e arte-terapia

Il bambino è portato spontaneamente a disegnare e pitturare gli eventi o i problemi che sono per lui fonte di conflitto o di emozioni particolarmente intense, in tal senso il disegnare o il pitturare diventano per lui attività spontaneamente terapeutiche.
La possibilità di fare, creare, disegnare, colorare in un contesto specifico e alla presenza di una figura competente permette di potenziare al meglio tali risorse naturali favorendo una crescita e uno sviluppo il più armonioso possibile e nel rispetto dell'unicità specifica del bambino.

Alcuni casi

Alcuni disegni di alcuni bambini possono rendere più evidente come funziona l'arteterapia e di come effettivamente operi con soggetti e contesti tra loro diversi.

Primo caso


Fig. 2


Fig. 3
“Ritratto di Deborah”

Nel caso di L. un bambino di 5 anni, l'esperienza dell'arte terapia gli permette di compiere un percorso evolutivo di differenziazione riuscendo a elaborare il "dramma della separazione". Un nodo per lui problematico legato alle sue vicissitudini di bambino abbandonato e successivamente adottato e poi ancora portato a vivere in un paese diverso da quello suo d'origine. A tale difficoltà lui risponde apparentemente con l'elusione (ex: ignora la madre che viene a prenderlo a scuola ignorando così la separazione avvenuta e il riavvicinamento conseguente).
I primi disegni testimoniano una certa immaturità da parte di L., una certa confusione di confini che è anche in qualche modo anche "agita" nella relazione con me arteterapeuta (ricerca molto spesso il contatto fisico; richiede la mia vicinanza, mi guarda aspettando l'approvazione per ciò che disegna, racconta ecc.). Le figure nei suoi lavori sembrano confondersi tra loro perdendo la loro specificità (vedi fig. 2).
Poi gradualmente le immagini iniziano a emerger sempre più differenziate (vedi fig. 1) e dalla relazione-osservazione dell’altro (vedi fig. 3) trae sufficiente nutrimento per continuare a esplorare.
Risale a uno degli ultimi incontri il disegno di "la donna palloncino e il mostro". Si tratta di un lavoro molto significativo della percorso compiuto. La "signora" pronta a volare via ovviamente rimanda alla mia persona, al mio prossimo allontanamento; mentre il "mostro" rimanda probabilmente a L. stesso. "Mostro" non necessariamente vissuto come negativo o spaventoso ma piuttosto come essere "informe" "in-trasfomazione", come non conosciuto.
Il volto della donna appare per la prima volta molto ben definito, i lineamenti sono immediatamente leggibili.
E’ avvenuta una conquista non tanto di abilità tecnica quanto di un riconoscimento dell'altro come entità ben separata dal sé. Allora anche se il mostro sembra quasi evanescente c'e comunque un ulteriore acquisizione evidente nella definizione ben separata delle due figure che indica senza dubbio una nuova capacità di differenziazione. (vedi nota 1)
Ovviamente questo non rappresenta un punto di arrivo nello sviluppo ma è una tappa importante, una premessa essenziale per la continuità di una crescita sufficientemente armoniosa.


Fig. 4
“Una donna pallone (finta) e un mostro”


Secondo caso


Fig. 5
”Zio Paperone”


Fig. 6
“La casa della nonna”

C. è un ragazzino di 11 anni seguito con sessioni di arte terapia in occasione di un intervento chirurgico non grave.
I suoi lavori testimoniano di volta in volta le fasi del processo avvenuto rispetto ai suoi vissuti di bambino “ospedalizzato”.
Prima una presentazione/dichiarazione di sé, un sé spaventato e vergognoso della propria paura; poi il recupero di un luogo vissuto come buono, fonte di nutrimento e dal quale attingere risorse; infine nell'ultimo un ritratto in cui è evidente la riconquista di autostima e forza creativa.
Nel primo disegno ritraendo un personaggio dei fumetti si sente abbastanza al sicuro per esporsi, riparandosi allo stesso tempo dietro a quella che sembra a tutti gli effetti una maschera. Può così descrivere il suo essere percepito "antipatico" dagli altri, il suo percepirsi ridicolo (per le lacrime e le urla spropositate) possono acquistare una forma, un senso, un contenuto nella figura tracciata sul foglio di carta.
Nel secondo lavoro, eseguito in assenza della madre, è raffigurato un paesaggio di montagna. Disegnare un luogo di grande valore affettivo (“la casa della nonna”) gli assicura il contenimento e il nutrimento necessari per esprimere i suoi pensieri ed emozioni con sufficiente coraggio e serenità.
Nel terzo disegno un gatto massiccio si impone sul foglio. La conoscenza e il controllo dell'esperienza ospedaliera, l'accettazione e l'integrazione dei vissuti anche dolorosi e "degradanti" ad essa legati risultano qui evidentemente rielaborati in un'immagine piena di grinta e potere evocativo.


Fig. 7
“Il mio gatto”



Dott.ssa Deborah Bormann
347/3246125

Silvia Ranzato
333/9704065

arteterapia.atelier@gmail.com>

Foto fiori: Copyright Kjara
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